La scorsa settimana ho avuto l’opportunità di partecipare ai lavori delle commissioni per la specializzazione sul sostegno. Nel confrontarmi con i membri della commissione, la discussione ha toccato la tematica dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte di studentesse e studenti.

La Presidente di commissione ha condiviso un aneddoto legato alla creazione di immagini tramite AI generativa che potessero raffigurare la disabilità, evidenziando come in questa specifica area, la generazione di immagini risenta pesantemente dello stereotipo.

Allora mi sono incuriosita, e sono andata a vedere direttamente con i miei occhi. Vorrei condividere le immagini prodotte ed una veloce riflessione a seguire. L’AI utilizzata è Midjourney, ecco le immagini ed i prompt utilizzati, volutamente generici.

Prompt: “A student with a disability”

Allora, siccome in due differenti generazioni è presente la sedia a rotelle, come mi aveva anticipato la professoressa, ho provato a chiedere esplicitamente all’AI di escluderla dall’immagine.

Prompt: “a student with a disability, absolutely not in a wheelchair”

Prompt: “Exclude wheelchairs. Student with a disability”

Considerazioni:

L’intelligenza artificiale non conosce, per così dire, le molteplici forme della disabilità. E’ addestrata su una sola possibilità, quella appunto della persona che utilizza una sedia a rotelle, e che ne diventa l’unica rappresentazione possibile. Come dire, una parte per il tutto.

Non ne sa disegnare l’immagine perché…. non è stata nutrita con questi dati. Manca nella rappresentazione collettiva online, in quei dati che poi saranno dati in pasto per addestrare i modelli, per tutta una serie di motivazioni. Se io non fornisco queste informazioni, l’intelligenza artificiale generativa non ha uno storico su cui confrontarsi e da cui prendere spunto per generare. Questo però ci deve necessariamente portare ad una considerazione, di carattere più generale, legata all’importanza di addestrare questi modelli fornendo le molteplici forme in cui si presenta l’esperienza umana, soprattutto in considerazione del fatto che questi sistemi saranno sempre più utilizzati a tutti livelli, anche in consultazione su tematiche rilevanti che avranno un impatto sulle decisioni e sulle esperienze umane. Sicuramente la responsabilità delle decisioni da prendere dovrà restare umana, ma cosa succede se nel prendere delle decisioni i sistemi che si consultano ripropongono stereotipi ed informazioni poco accurate? Ecco perché diventa importantissimo, oggi più che mai, per utilizzare in maniera onesta e consapevole l’IA generativa avere costruito un proprio bagaglio di conoscenze e aver allenato lo spirito critico, la combinazione di questi elementi ci permetterà di utilizzarla al meglio delle potenzialità.

Nel settore dell’insegnamento, tra l’altro, è proprio nell’area delle colleghe e dei colleghi che si occupano del sostegno (e non solo ovviamente) che questi sistemi di intelligenza artificiale generativa possono essere un validissimo supporto ed una grande marcia in più. Sto parlando ad esempio per la personalizzazione dei contenuti didattici, consentendo di poter partire da un prodotto semilavorato dall’Intelligenza artificiale e poi migliorato dalla professionalità del docente, dando nel prompt tutta una serie di informazioni (ma mai dati sensibili) che possono permettere al sistema di generare in maniera assolutamente tailor-made per così dire, schede, esercizi adattati, contenuti audio e podcast, immagini, eccetera, aiutando ad applicare concretamente quelli che sono i principi dello universal design for learning, cioè di fornire molteplici forme di rappresentazione per migliorare l’apprendimento per tutte e tutti.

Le potenzialità dello strumento sono enormi, nel bene e nel male, starà all’umano, al professionista, al docente imparare ad utilizzarla in maniera etica e adeguata, e per fare questo ci vorrà studio e tanta pratica, ma una volta implementata nella propria pratica didattica le possibilità sono davvero infinite.

Per generare questo articolo non è stata utilizzata alcuna forma di AI generativa, le immagini invece sono state prodotte utilizzando Midjourney.


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