Oggi c’è lo stesso sole di un anno fa, quando in rianimazione aspettavamo.

Da quando non ci sei più, ho capito il senso di tante cose che mi hai detto, di quegli insegnamenti che sembrano scontati ma che racchiudono le esperienze di una vita. Nel frattempo, ho continuato a “funzionare” nel migliore dei modi possibile, mantenendomi forte come mi avete insegnato, anche se spesso tocca confrontarsi con la realtà, e la realtà è che tu non sei più qui.

Mi sono accorta che mi manca tanto non poterti raccontare le cose belle che mi (ci) capitano. Quel messaggino in risposta, fatto magari solo di un cuoricino, che valeva per me più di un libro di migliaia di parole. Se dovessi dire a qualcuno come si fa a fare il papà, gli mostrerei una tua foto.

Il calore che ci è ritornato dalle persone che ti hanno conosciuto, il ricordo di quello che sei stato, quello che hai rappresentato per la nostra famiglia, lascia una eredità meravigliosa e condivisa nella quale si inserisce il racconto di una vita normale ma speciale per noi che abbiamo avuto la fortuna di viverti come famiglia.

Qualche giorno fa ho ascoltato per caso una canzone, distrattamente nel bar vicino casa, e quando sono andata a leggere il testo sembrava proprio parlare per me

So how do I say goodbye
To someone who’s been with me for my whole damn life
You gave me my name and the colour of your eyes
I see your face when I look at mine
So how do I, how do I, how do I say goodbye?

anche se, per precisazione, i tuoi occhi erano di un blu bellissimo, e la verità è che non si riesce mai a dire goodbye, soprattutto ad una persona che avrebbe avuto tanto ancora da fare e da dare su questa terra. Non è giusto, ma a quanto pare non è questo il parametro a cui obbedisce la vita.

Non ci sono le parole per raccontare quello che si sente dentro, che a quanto pare si capisce solo quando si vive in prima persona, però confesso che a volte ci viene da sorridere, pensando a quello che avresti detto o fatto in determinate situazioni, con la tua ironia ed il tuo senso pratico e ti sentiamo vicino.

Avevo immaginato un altro futuro ed ora mi tocca fare i conti con il passato, ma parliamo sempre di te con Beatrice, sei sempre presente nei nostri giorni e nei nostri pensieri, in attesa di rivederci, chissà.

Ciao papà, ti voglio tanto bene.


1 commento

Rachele · Ottobre 24, 2022 alle 8:50 pm

Io li rivedo. Sono certa che camuffati da arcobaleni o strani aliti di vento in piatte giornate afose … loro siano qui. E in un modo strano continuano ad esserci.

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.