Sconosciuto ai più fino a poco tempo fa, Matteo Salvini riesce a riportare in auge una Lega quasi spacciata, all’ombra di furfanterie varie. Matteo capisce (o chi per lui) cosa vuole sentirsi dire la gente ora. Prima di lui (e mi perdonerete per il paragone) lo staff di Obama intuisce le potenzialità (infinite) dei social network, analizzando sentiment ed opinioni delle persone e “targettizzando” e profilando, fornisce al futuro Presidente degli Stati Uniti uno strumento che ha sicuramente contribuito alla vittoria.

Nel passato prossimo, un altro politico italiano fa della comunicazione un’arma segreta, e condivide con Salvini lo stesso nome di battesimo.

E poi compare lui, e declina il tutto nel peggiore dei modi possibili. Calvacando l’onda di un razzismo imperante dovuto non a profonde convinzioni maturate nel tempo ma di riflesso per una situazione economica reale e percepita come negativa, eccolo in tutto il suo splendore a discettare di immigrati, politiche comunitarie, euro, tasse, lavoro. Ed eccolo sempre più ri-condiviso, twittato, menzionato, commentato, in un flusso di odio che stento a riconoscere come tratto caratteristico dell’italianità. E dell’umanità, in generale.
Non fate il gioco di questi soggetti che vivono (ri-vivono) grazie ai social e r-esistono solo perchè nel loro caso vale il “basta che se ne parli”. Accendete il cervello, e spegnete i “salvini”.
#NonCondivideteSalvini

(post scritto a febbraio 2015)


4 commenti

Salvo Mattini · Settembre 2, 2015 alle 3:17 pm

Spettacolare e fine analisi,
se solo gli italiani riuscessero ad avere la tua lucidità mentale

    Francesca Florence · Settembre 4, 2015 alle 8:19 am

    Grazie @Salvo, basta essere aperti al dialogo e provare ad analizzare la realtà che ci circonda.

Guido · Settembre 3, 2015 alle 6:26 pm

Sono assolutamente d’accordo. Su tutta la linea.

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